"Ogni anno, all'epoca delle piogge, quando i fiumi in piena minacciavano di straripare, presso gli antichi Ittiti veniva celebrata una festa religiosa chiamata Puruli. Una parte della cerimonia consisteva nella recitazione della storia dell'agguato al drago. Lo scopo
recondito di tale storia era di ricordare come già una volta, nel passato, il terribile drago dei fiumi in piena era stato domato. Recitazioni e rappresentazioni di questo genere sono
diffuse in tutto il mondo. L'idea di rappresentare un fiume come un drago, o un serpente, è certo universale. Più tardi, questo mito stagionale perdette la sua specifica fisionomia ed
entrò a far parte della letteratura come storia dell'antichissima lotta tra l'ordine e il caos e come presagio della grande battaglia che Dio avrebbe combattuto alla fine contro tutte le forze del male".
Theodor H. Gaster, Le più antiche storie del mondo, Torino, Einaudi, 1960.