I L  S E G R E T O   D E L L A   F E L I C I T A'
Dall'omonimo copione per marionette di Angelo Cenderelli (Genova, 1892-1959)
Si ringrazia il Comune di Campomorone
La locandina dello spettacolo, collage di Sonia Rosati
Scene di
ENRICO SCHERI
Musiche di
CAMILLE SAINT-SAENS
DOMENICO SCARLATTI
ENNIO MORRICONE
JOHN WILLIAMS
BRANFORD MARSALIS

   In uno scrigno, nascosto tra rose spinose nel folto del bosco, il Dio Pan ha racchiuso il segreto della Felicità che ha sottratto agli uomini indegni di tanto sapere. Un boscaiolo, però, tal Ferdinando, lo trova e felice se ne va fischiettando per le strade del regno, ricolme d'infelicità (nel regno già si soffre la fame), sì che il Re lo costringe a palazzo per sapere da dove mai venga tal felicità.
   "Quel che ho mi basta, Maestà, ed è questa felicità, ma se proprio un desiderio dovesse far capolino..." confessa il boscaiolo innocente " ...so a chi rivolgere la mia preghiera". Il Re si prova a costringerlo a dire, ma grazie al segreto del magico scrigno neppur le minacce potranno far leva. Pregato infine cortesemente, lo scrigno sarà interrogato e risponderà: "Al di là dei boschi, delle valli e dei fiumi, dove la terra ha fine, la Felicità giace prigioniera di un mostro. Solo l'amore di un uomo può liberarla!"
   E partono allora il principe Amore con Ferdinando: al di là di boschi, valli e fiumi c'é il mare e, sul suo fondo, la Felicità. Uno squalo, però, le impedisce di andare: l'ardire del principe e un aiuto insperato, con un coup de théâtre, permetterà ai nostri il ritorno.
   Tra canti e balli il regno tripudia, quand'ecco che, irato per il furto subito, il dio Pan sopraggiunge: vuole indietro il segreto, il dio, ma pregato acconsente che Amore e Felicità, fatti come sono l'una per l'altro, restino assieme, con l'impegno però a conservare il segreto, ché solo nel folto del bosco, e non in sontuosi palazzi o città tumultuose, l'uomo troverà Felicità.



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